Regolazione del pedale della batteria

REGOLAZIONE ED ACCORGIMENTI PER IL PEDALE DELLA GRANCASSA

In quest’articolo illustrerò le parti più importanti del pedale e come regolare le stesse. Faremo più che altro riferimento agli accorgimenti utilizzati nel mondo del rock e metal, in quanto raramente l’argomento è trattato con chiarezza e nei dettagli. 

La regolazione del pedale è di fondamentale importanza per un corretto uso della batteria. Le impostazioni sono, prima di tutto, una scelta soggettiva: variano in base al genere, alle tecniche utlizzate, al tipo di pedale, e ad altri fattori che andremo a mano a mano ad analizzare. Ciò non toglie che un’errata regolazione dello stesso si ripercuote sulla postura (quindi sull’equilibrio), sul suono (dinamica e potenza) e sul risparmio energetico (fondamentale nei generi rock/metal). 

Andiamo dunque a descrivere le cause-effetto delle regolazioni delle parti che compongono i vari tipi di pedale, siano essi a cinghia, catena o trazione diretta:

– LA POSTURA:

Posizione dello sgabello e del pedale.

Prima di tutto è bene parlare della postura: è la batteria che deve essere adattata al nostro corpo, e non viceversa. E’ bene che lo sgabello sia ben saldo al pavimento, privo di oscillazioni e posto a un’altezza tale che la vostra coscia sia leggermente inclinata verso il basso e formi un angolo ottuso (tendente a 90°) con il resto della gamba; qui gioca molto la soggettività del batterista. 

Così facendo il tallone risulterà davanti, o al massimo in linea, con il ginocchio e vi saranno meno muscoli tesi; quindi meno fatica durante l’esecuzione.Fate in modo che la coscia sia il più libera possibile dal seggiolino e non appoggiata su di esso; ciò favorirà il movimento della coscia permettendo un timbro maggiore sulla cassa nelle tecniche usate per le basse velocità. Mantenere la schiena dritta favorirà l’uso dei muscoli addominali e gluteali, i quali sono di supporto specialmente nell’uso del doppio pedale.

Riguardo l’apertura delle gambe, la cosa migliore è che siano in posizione naturale. Sedetevi sullo sgabello senza pensare a dove appoggerete i piedi: quelli saranno i punti dove andranno posizionati il pedale del charleston e della grancassa, oppure le pedane del doppio pedale (la distanza è regolabile tramite l’apposito cardano). Anche qui è importante che il corpo sia in posizione rilassata rispetto alla batteria, quindi non pensiate che sia strano inclinare la cassa di qualche grado per far sì che la piastra sia in linea con il vostro piede.Infatti, una volta posizionati i pedali, bisogna saper come mettere il piede sulla piastra: la “posizione di partenza” prevede che l’intera pianta poggi sul pedale in modo da averne il totale controllo; poi, in base alle tecniche utilizzate, si assumeranno posizioni differenti (hill up e hill down, tecnica tacco-punta, gioco di cassa, swivel technique etc…). 

Una breve nota sul tipo di scarpe da usare: il pedale può essere suonato con qualsiasi tipo di calzatura. Alcuni suonano a piede nudo, altri preferiscono scarpe da ginnastica fino ad arrivare a batteristi che suonano con anfibi. L’unico consiglio è che qualsiasi cosa si usi sia il più aderente possibile al piede, in modo da evitare perdite di controllo sul pedale.
– LA PIASTRA (o pedana):
Posizione e regolazione.
A seconda del pedale che stiamo utilizzando sarà possibile regolare di più o meno gradi l’inclinazione della piastra (i nuovi modelli permettono di inclinare la stessa indipendentemente dalla posizione delle aste dei battenti, permettendo così una maggiore personalizzazione del proprio pedale). Anche qui non esistono regole precise: provare diverse combinazioni è l’unica via per definire l’impostazione più consona alle proprie esigenze.È importante però che l’inclinazione delle pedane nel doppio pedale sia la stessa, altrimenti il feeling tra un piede e l’altro sarà differente, compromettendo così l’esecuzione. 

Esistono due tipi di pedane:shortboard e longboard. La differenza consiste nel fatto che il primo modello presenta una piastra alla base del pedale dove viene appoggiato il tallone; questa è fissa (alcuni modelli hanno la possibilità di farla slittare di qualche centimetro) e indipendente dall’inclinazione della piastra vera e propria. I pedali longboard invece sono più grandi e “suonabili” dalla base alla fine della piastra, permettendo così di avere una più ampia superficie di appoggio e quindi una definizione di suono migliore, grazie ad una maggiore spinta impressa all’asta del battente (principio delle forze). Gli ultimi sono preferiti nei generi estremi, grazie appunto alla possibilità di sfruttare, in alcune tecniche, la maggior lunghezza del pedale ed inoltre riuscire ad avere il suono più definito. Recentemente sono entrati in produzione pedali che hanno la possibilità di essere convertiti da short a longboard e viceversa, favorendone così la versatilità.

Esistono in commercio modelli di pedale che presentano una parte ruvida ad alto attrito sulla piastra, detto grip. La sua funzione è quella di mantenere il piede più saldo alla pedana, evitandogli di scivolare e così di perdere involontariamente il controllo del pedale; lo stesso principio del grip per bacchette.

– ASTE E BATTENTI: Le scelte e le configurazioni.

I battenti vengono generalmente suddivisi in tre tipi, categorizzati in base alla durezza degli stessi: morbidi, medi e duri. Il tipo di battente utilizzato è spesso relativo al genere che si sta suonando: generi più soft come jazz, blues e fusion prediligono battenti in feltro o materiali simili alla lana, mentre plastica e legno vengono usati nel rock e nel metal in quanto forniscono una maggiore compressione di suono ed attacco. Questi fattori influiscono sulla definizione del suono, indispensabile durante patterns eseguiti rapidamente.

Tenete in considerazione che la plastica dei battenti, a velocità molto elevate, tende a sciogliersi compromettendone l’integrità, e quindi l’esecuzione. Esistono infine battenti detti multi-faced, ossia forniti di più superfici: molto comodi nel caso sia necessario cambiare il tipo di feeling e suono alla grancassa, ma molto pesanti (quindi sconvenienti) nel caso siano richieste parti veloci di cassa. Anche la forma del battente varia in base al modello: i più morbidi sono comunemente cilindrici, mentre i medi e i duri si possono trovare con superficie piatta o curva solo sulla parte frontale. 

Il peso del battente riveste un ruolo molto importante, così come il peso delle bacchette per le mani. Anche per i battenti del doppio pedale vale lo stesso discorso di allineamento delle pedane:devono trovarsi alla stessa altezza e paralleli tra loro in modo tale che, premendo i pedali nello stesso istante, il suono esca simultaneamente. 

Altro aspetto importante è la distanza del battente dalla pelle. Un battente molto distante, avendo più spazio d’azione, produrrà una nota con un volume più elevato ma sarà più arduo raggiungere alte velocità; viceversa, se posto vicino alla pelle si potrà giocare meno con le dinamiche, ma ne si guadagnerà in rapidità di movimento. Anche qui non vi sono regole precise, ma generalmente si sceglie un’angolazione dell’asta maggiore di 90° rispetto la pelle della grancassa: è preferibile una nota netta e con un buon volume piuttosto che alte velocità con suoni inesistenti (uno dei difetti più diffusi nel mondo dell’extreme drumming). 

La distanza del battente dalla cassa dipende anche da dove è posizionato il battente sull’asta stessa. Come per le bacchette, bisogna trovare il fulcro dell’asticella per permettere un corretto bilanciamento del pedale. La maggior parte delle volte, quasi una regola nei generi metal, è meglio sfruttare la totalità dell’asta: più lunga è l’asta e maggiore sarà lo spazio d’azione, e quindi la forza impressa sulla cassa (maggiore definizione).

– LE MOLLE: Quanto tirarle?

Le molle hanno la funzione di far ritornare in posizione originale il battente e di fornire resistenza all’azione del nostro piede. Tirare una molla significa aumentare la velocità d’azione del battente indurendo, però, il pedale stesso (maggior resistenza). Invece una molla poco tesa è preferibile dal punto di vista delle dinamiche e dei giochi di cassa (meno resistente ossia pedale più morbido) ma si tenderà a perdere velocità d’azione. Ecco perchè nei generi estremi viene consigliato di tirare il più possibile le molle dei pedali. Si capisce facilmente che in base al genere che si suona, e alle proprie esigenze,la tiratura della molla è di fondamentale importanza. Ricordate che una molla tesa è più soggetta a stress, quindi necessita di essere cambiata più frequentemente.

– IL TIPO DI TRAZIONE: Cinghia, catena e diretta.

La cinghia,la catena e la trazione diretta hanno la funzione di trasmettere, attraverso le molle, la forza applicata sul pedale al battente, quindi alla pelle della cassa.La cinghia, solitamente composta di un materiale simile al feltro, offre grande fluidità di movimento ma presenta un’usura più elevata rispetto agli altri modelli. 

I pedali a catena si dividono in due sottocategorie: catena singola e doppia catena, entrambe simili alle catene usate per la trasmissione nelle biciclette. La seconda, più robusta, ad alte velocità offre una definizione di suono migliore grazie ad una maggior forza d’azione impressa sul battente. La catena singola, d’altraparte, essendo più sottile presenta meno attrito e quindi appare più fluida e scorrevole, il che permette di giostrare meglio le dinamiche ricercate. Fluidità comunque non eguagliabile a quella della cinghia. 

Nel mondo dell’extreme drummung sono sempre di più i batteristi che optano per pedali a trazione diretta, i quali, grazie ad una barra metallica, offrono un’azione diretta tra il pedale e il battente, eliminando così gli involontari movimenti meccanici (gergalmente detti giochi) della catena, della cinghia, dell’usura e dei difetti di progettazione della trazione del pedale stesso (la cinghia e la catena devono essere più soggetti a manutenzione). 

Sebbene i nuovi modelli appaiano come tecnologici e rivoluzionari, è bene sapere che il primo modello di pedale per grancassa, risalente al 1909, montava questo tipo di trazione (Speed King Pedal – William F. Ludwig).

In conclusione, trazione diversa significa avere un feeling diverso, anche all’interno dello stesso pedale; quindi è bene non sottovalutare nessun tipo di trazione, in quanto tutti possono farvi raggiungere il feeling (quindi scopo) desiderato se ben settati, suonati con la giusta tecnica e sottoposti a un vostro adeguato allenamento.

– LA PELLE DELLA GRANCASSA

Un altro fattore che incide sul rimbalzo del battente è l’accordatura della grancassa: una pelle molto tirata fornirà un rimbalzo più veloce all’asta; viceversa, con una pelle più lenta, l’asta tenderà ad “affondare”, avendo così un rimbalzo meno netto. In pratica è lo stesso principio che si ha con la pelle del rullante e dei tom. Il battente, colpendo la pelle, provocherà una vibrazione della stessa che, grazie alla risonanza della cassa, sprigionerà il suono. Tale vibrazione usando il doppio pedale può diventare un problema a certe velocità, in quanto (soprattutto con pelli poco tese) il secondo colpo, impresso dal secondo battente, sarà dato a pelle vibrante; sarà quindi poco stabile, e questo influirà sulla risposta del pedale, sul feeling e sul suono. Per capire meglio il concetto immaginate di tirare due sassi in un lago, a un secondo di distanza l’uno dall’altro; le onde causate dal lancio del secondo sasso saranno “disturbate” da quelle create dal primo.Ecco uno dei motivi per il quale viene usata la doppia cassa: avere due pelli indipendenti significa avere due vibrazioni indipendenti. Oltre ad un fattore sonoro e di feeling, la doppia cassa elimina i ritardi e gli eventuali difetti meccanici causati dal cardano del doppio pedale, in quanto i pedali sono direttamente agganciati alla cassa stessa.

I contro di usare due casse sono l’evidente ingombro e il tempo in più che ci vuole per tirare le pelli allo stesso modo e mantenerle tali, in quanto avere due casse con suoni differenti è sicuramente motivo di disturbo (alcuni batteristi accordano le pelli con un semitono di differenza, ma per dare un effetto particolare in velocità).Ovviamentre stiamo parlando di due casse della stessa marca che montano il medesimo tipo di pelle.Spesso anche l’annata di fabbricazione può incidere sulla differenza di suono tra lo stesso tipo di cassa. Inoltre suonare dal vivo con la doppia cassa significa usare un microfono in più, quindi spendere più tempo per il sound check. Piccoli dettagli che nell’insieme fanno la differenza.

– LE MARCHE: Quali scegliere?

L’unica cosa da tenere in considerazione è che non esiste un pedale che vi permetterà di andare a velocità smodate o che possa risparmiarvi tempo nello studio di qualsivoglia tecnica. I punti trattati fino ad ora vogliono proprio evidenziare il fatto che è l’insieme di studio, regolazione e tecnica applicata che rende il pedale ideale alle vostre esigenze, e non il prezzo dello stesso. Evitate di spendere cifre esorbitanti, sopratutto i primi anni di studio.

Riccardo Grechi

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